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TRE BRESCIANI... PELLEGRINI - il Diario

   

Madonna della Quercia di Viterbo

 

Prendendo la S.S. 204 Ortana da Viterbo si percorre un ampio e diritto viale alberato e dopo circa due chilometri si giunge al centro abitato di La Quercia dove situata l'importante basilica rinascimentale di S. Maria della Quercia. La chiesa fu eretta su progetto di Giuliano da Sangallo tra il 1470 e il 1525 per accogliere un'immagine miracolosa della Madonna. Si racconta infatti che questa sia apparsa nei pressi di un albero di quercia sul quale era stata collocata una tegola dipinta con un'immagine della Madonna col Bambino. Un'ampia gradinata conduce al sagrato dove si ergono due colonne e due pilastri. La facciata risale al 1509 ed in bugnato smussato opera di Carlo di Mariotto e Domenico di Jacopo da Fiorenzuola: in essa si aprono tre portali ornati con lunette in terracotta vetriata di Andrea Della Robbia. Il fronte coronato da un timpano in cui sono scolpiti un possente albero di quercia e due leoni opposti. Sulla destra dell'edificio si erge un maestoso campanile a tre ordini decorato da nicchie, forse opera dell'architetto Ambrogio da Milano. L'interno a tre navate in purissimo stile rinascimentale, ed diviso da colonne. Il pregevole soffitto in lacunari dorati mostra al centro lo stemma pontificio di Paolo III Farnese: la tradizione vuole che la sua doratura sia stata effettuata utilizzando l'oro che Cristoforo Colombo port in Europa dal nuovo continente. Sull'altare maggiore vi un imponente tabernacolo in marmo bianco, eretto nel 1490 da Andrea Bregno. Il tempietto custodisce la tegola con l'immagine della Vergine con Bambino e parte del tronco di quercia su cui era posta. Dietro l'altare maggiore, nella zona absidale, si trova un notevole coro ligneo completamente intarsiato e un monumentale leggo, sempre in legno, attribuito a Feliziano da Viterbo. Tele e affreschi cinquecenteschi adornano le cappelle e le parti presbiteriali della chiesa. Interessanti sono anche i due chiostri annessi alla chiesa: il primo eretto in forme gotiche nel 1487 da Daniele da Viterbo comprende una grande cisterna centrale di Domenico da Settignano, il secondo settecentesco invece all'interno del Seminario. Nella sagrestia della chiesa sono conservati pregevoli corali miniati cinquecenteschi ed una raccolta di ex voto del secolo successivo.

 

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